
Ottobre. Esco di casa . Ricordo di portare in pineta lilla. Il tratto che distanzia la mia abitazione ai giardini non è lungo . Sono le 23.00 . Fa un freddo da Carnevale. Finestre calde di luci , strade umide di pioggia caduta nel pomeriggio. Una vecchia bici legata all'incrocio . Vedo ancora quel cartello stradale:
"STOP!" qualcuno sotto si diverte ad imbrattare scrivendo : "Non ci fermerete!"
Taglio il mio viso con un accenno di sorriso abbattuto dal gelido vento alzatosi da poco.
L'ingresso alla pineta: 40 lampioni. Si riflettono sulla giaia . Lilla si ferma e ringhia. Un signore a passo svelto con cappello e giubbotto scuro ci attraversa. Non alza la testa . non ferisce con i suoi occhi il mio cane. Passa.
Ogni albero ha la sua luna.
Ne conto 40. Ogni terminazione, ogni radice viene baciata quella sera da una debole , pallida luce riflessa.
Pianeti nel microcosmo dormono nel silenzio della notte.
I cigni piegano i propri colli nelle ali chiudendosi a conchiglia . L'acqua immobile.
Oleandri bruciati dal freddo . Nessun rumore. piccoli stecchi frustrati dalla pineta suonano a diapason.
Leggere e irraggiungibili frequenze disturbano il sentiero .
Occhi ovunque. Vene arteriose nella notte spuntano da ogni sentiero ricostruendone altri e poi altri sempre meno praticabili.
Non lascio la via principale. "Il Gatto Nero" è chiuso. Lo avrebbero restaurato di li' a poco.
Ore 00.00. Un tappeto di foglie gialle mi ricorda di tornare a casa.
40 lune come 40 lampioni.












Nascono dallo stesso bulbo .

